Allaccio del fotovoltaico: tempi, modalità e costi

Due cose diverse si chiamano allaccio: la connessione dell'impianto di produzione e i lavori sulla fornitura. Si pagano in modo diverso.

Sotto la parola "allaccio" finiscono due cose diverse, ed è il motivo per cui online si trovano cifre che non c’entrano l’una con l’altra. La prima è la connessione dell’impianto di produzione alla rete: per un impianto domestico può seguire il Modello Unico, se ne rispetta i requisiti, la presenta l’installatore e, nel percorso semplificato di e-distribuzione, prevede un corrispettivo fisso di 100,00 euro più IVA per l’ottenimento del preventivo. La seconda è l’insieme dei lavori sulla tua fornitura — una nuova fornitura, un aumento di potenza, lo spostamento del contatore — che ha tariffe proprie, aggiornate ogni anno da ARERA. Questa pagina separa le due cose, con i dati da chiedere nel preventivo.

Due cose diverse che si chiamano "allaccio"

Connessione dell’impianto di produzioneLavori sulla fornitura
Che cos’èCollegare alla rete l’impianto che produceNuova fornitura, aumento di potenza, spostamento del gruppo di misura
Chi presenta la praticaL’installatore, con la tua delega (Modello Unico)Tu o il tuo venditore, verso il distributore
Che cosa si pagaCorrispettivo per il preventivo e, se servono lavori di rete, il corrispettivo di connessioneQuota potenza + quota distanza secondo le tariffe annuali
Quando serveSempre, per immettere in reteSolo se cambi qualcosa sul lato prelievo

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Il percorso normale: il Modello Unico

Per gli impianti fotovoltaici su edifici fino a 200 kW che rispettano anche le altre condizioni della procedura, la connessione può essere gestita con il Modello Unico, esteso a questa soglia dal decreto interministeriale 2 agosto 2022, n. 297 e recepito da ARERA con la deliberazione 674/2022/R/efr. Il decreto MASE n. 223 del 15 luglio 2026 ha confermato che Parte I e Parte II continuano ad applicarsi a questi impianti.

Nella guida alla domanda di connessione di e-distribuzione il percorso è descritto così:

  1. Modello Unico Parte I, prodotto dal portale produttori. Vanno allegati copia di un documento di riconoscimento in corso di validità e lo schema elettrico unifilare, che è sempre obbligatorio; il mandato con o senza rappresentanza serve se la pratica la presenta un terzo per tuo conto.
  2. Autorizzazione all’addebito: nella domanda si indica un IBAN e si dichiara di sapere che il prelievo verrà eseguito automaticamente per la quota di 100,00 euro + IVA, a seguito delle verifiche tecniche di e-distribuzione. È il corrispettivo fisso per l’ottenimento del preventivo.
  3. Lavori e fine lavori, poi il Modello Unico Parte II.
  4. Dopo la Parte II e il completamento delle attività necessarie del richiedente e del distributore, e-distribuzione indica un termine di 10 giorni lavorativi per l’attivazione. Non è il tempo totale dal primo contatto con l’installatore.

C’è poi un adempimento nuovo per gli impianti in regime di attività libera: il decreto MASE n. 223 del 15 luglio 2026 ha introdotto il Modello Unico Parte III, da trasmettere sulla piattaforma SUER entro cinque giorni dall’entrata in esercizio.

La sequenza completa dei sei passi, dal sopralluogo alla messa in esercizio, è in Installazione di un impianto fotovoltaico in 6 passi.

Se servono lavori di rete complessi

Non tutte le connessioni si chiudono senza toccare la rete. Quando servono lavori complessi, la guida di e-distribuzione precisa che la richiesta segue un iter analogo a quello ordinario: il richiedente accetta il preventivo ricevuto dal portale e versa il corrispettivo di connessione. Se in sede di accettazione è stato corrisposto solo il 30%, il saldo del 70% del corrispettivo TICA si comunica e si versa in un momento successivo, insieme all’eventuale completamento delle opere necessarie.

Un dettaglio che conviene conoscere prima: nell’iter semplificato, in fase di accettazione del preventivo, non è consentito al richiedente scegliere di eseguire in proprio l’eventuale iter autorizzativo dell’impianto di rete.

Nell’iter ordinario, il preventivo deve essere messo a disposizione entro 20 giorni lavorativi per potenze richieste in immissione fino a 100 kW, 45 oltre 100 e fino a 1.000 kW, 60 oltre 1.000 kW. Questi sono i tempi del preventivo, non dell’intero allaccio: autorizzazioni, lavori di rete, integrazioni e attività del richiedente incidono sulle altre fasi.

I costi dell’altra metà: fornitura, potenza, contatore

Se oltre all’impianto ti serve una nuova fornitura, un aumento di potenza o lo spostamento del contatore, entrano in gioco tariffe regolate e pubblicate. Sul suo sito e-distribuzione indica per il 2026 i valori dell’allegato C alla delibera ARERA 575/2025/R/eel del 23 dicembre 2025:

VoceImporto 2026
Quota potenza, connessioni in bassa tensione78,81 €/kW
Quota potenza, connessioni in media tensione62,74 €/kW
Quota distanza BT, entro 200 metri dalla cabina di riferimento209,62 €
Quota distanza BT, ogni 100 metri oltre i 200 e fino a 700105,08 €
Aumento di potenza, utenze domestiche, se l’aumento non supera 6 kW62,30 €/kW
Spostamento del gruppo di misura entro 10 metri226,36 €
Passaggio dalla bassa alla media tensione (quota fissa)494,83 €

Due precisazioni utili, dalla stessa pagina: per le abitazioni di residenza anagrafica con potenza disponibile fino a 3,3 kW si applica comunque la quota distanza entro i 200 metri; e l’aumento di potenza non è dovuto se serve a ripristinare un livello ridotto in precedenza, per le riduzioni presentate a partire dal 1° aprile 2017. L’importo totale si ottiene sommando quota potenza e quota distanza.

Da sapere

sono le tariffe pubblicate da e-distribuzione, che è il distributore della gran parte del paese ma non di tutto. Se la tua zona è servita da un altro distributore, i valori sono quelli che pubblica lui. E sono importi per i lavori sulla fornitura: non sono il costo della connessione del tuo impianto di produzione.

Che cosa chiedere all’installatore, per iscritto

  1. Chi presenta il Modello Unico e con quale delega.
  2. Se i 100,00 euro + IVA del preventivo sono compresi nel prezzo dell’impianto o ti verranno addebitati a parte.
  3. Se sono previsti lavori di rete, e in tal caso quale corrispettivo di connessione è stimato e con quale ripartizione 30/70.
  4. Se serve un aumento di potenza della fornitura, e quanto costa secondo le tariffe dell’anno.
  5. Chi trasmette il Modello Unico Parte II e quali altre attività devono risultare completate perché partano i 10 giorni lavorativi per l’attivazione.
  6. Chi si occupa della Parte III su SUER entro cinque giorni, se l’impianto rientra nel regime di attività libera.

Il prezzo complessivo dell’impianto va comunque confrontato in euro per kWp IVA inclusa: il metodo è in Quanto costa un impianto fotovoltaico nel 2026.

Dopo l’attivazione

L’impianto viene censito nel registro Gaudì di Terna e va scelto il regime con cui viene valorizzata l’energia immessa: dal 2025 lo scambio sul posto non è più accessibile ai nuovi impianti, come spieghiamo in Scambio sul posto e ritiro dedicato. Se un giorno ti serviranno le credenziali dei portali, la procedura documentata è in Recupero credenziali GSE e Terna Gaudì.

Impianto acceso e Ritiro Dedicato attivo sono due verifiche diverse

Il monitoraggio può mostrare produzione mentre una pratica amministrativa richiede ancora un’integrazione. Fatti consegnare un riepilogo che distingua connessione del distributore, dati registrati in Gaudì e convenzione GSE per il ritiro dell’energia.

Passaggio da verificareChe cosa chiedere al referente
ConnessioneCodice pratica, documenti trasmessi, eventuali richieste di integrazione e conferma di attivazione
Registrazione GaudìCodice dell’impianto e verifica della coerenza di titolare e dati tecnici
Ritiro DedicatoIdentificativo della richiesta o convenzione, stato visualizzato nel portale e attività ancora necessarie
ConsegnaAccessi del titolare, deleghe e contatto di chi segue le rettifiche

Se compare un errore, conserva il testo esatto e la data, chiedi chi deve correggerlo e fissa un riscontro scritto. Non dare per completata la pratica perché «i pannelli funzionano» e non aprire domande duplicate per tentare di sbloccarla. Se manca l’installatore, usa i canali di assistenza dell’ente interessato con i tuoi identificativi e i documenti già disponibili.

Prima dei preventivi, scopri quanto potresti risparmiareStima il risparmio in 30 secondi

Il mio consumo annuo è

Il tuo consumo annuo determina quanti pannelli solari ti servono.

Ti riguarda uno di questi casi?
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Domande frequenti

Quanto costa l’allaccio di un impianto fotovoltaico?

Nel percorso semplificato di e-distribuzione il richiedente autorizza l’addebito di un corrispettivo fisso di 100,00 euro più IVA per l’ottenimento del preventivo, prelevato automaticamente dopo le verifiche tecniche. Se servono lavori di rete si aggiunge il corrispettivo di connessione, versato per il 30% all’accettazione del preventivo e per il restante 70% a saldo.

Quanto tempo ci vuole per l’attivazione?

E-distribuzione indica 10 giorni lavorativi quando sono completate le attività necessarie del richiedente e del distributore. Nell’iter ordinario il solo preventivo richiede fino a 20, 45 o 60 giorni lavorativi secondo la potenza richiesta; lavori e autorizzazioni sono fasi ulteriori.

Chi presenta la domanda di connessione?

L’installatore può presentarla con la tua delega. Per gli impianti che ne rispettano tutti i requisiti si usa il Modello Unico, entro il limite di 200 kW su edifici. Tu firmi la delega, indichi l’IBAN per l’addebito e conservi copia di tutto.

Serve un aumento di potenza della fornitura per installare il fotovoltaico?

Non sempre: dipende dalla potenza impegnata che hai e da come userai l’energia. Se serve, per le utenze domestiche in bassa tensione la quota potenza 2026 è di 62,30 €/kW quando l’aumento non supera i 6 kW.

Che cos’è il Modello Unico Parte III?

È l’adempimento introdotto dal decreto MASE n. 223 del 15 luglio 2026 per gli impianti in regime di attività libera: si trasmette sulla piattaforma SUER entro cinque giorni dall’entrata in esercizio. Per il fotovoltaico su edifici fino a 200 kW restano Parte I e Parte II.

Il costo dell’allaccio rientra nella detrazione?

La detrazione riguarda la spesa per l’intervento nel suo complesso, documentata da fattura e pagata con bonifico parlante. Fatti indicare separatamente connessione, lavori e adempimenti in fattura, così il consulente può verificare quali spese appartengono all’intervento agevolato.