Pulizia dei pannelli solari: come e quando farla

Quando la pulizia aiuta la produzione, come seguire le istruzioni del produttore e quali lavori affidare a un professionista.

Nella maggior parte degli impianti italiani la pioggia fa quasi tutto il lavoro, e la pulizia serve in situazioni precise anziché a calendario. Un modulo inclinato si lava da solo ogni volta che piove sul serio; quello che la pioggia non risolve sono i depositi che si attaccano — sabbia, escrementi di uccelli, muschio sul bordo basso — e le stagioni in cui non piove per settimane. Questa pagina spiega con che cosa si puliscono senza danneggiarli, quando ha senso farlo e perché la percentuale di resa «recuperata» che trovi ovunque non la troverai qui.

Perché i pannelli si sporcano

Le cause sono poche e riconoscibili:

  • polveri sottili presenti nell'aria, soprattutto in pianura e nelle aree a traffico intenso;
  • polvere sollevata dai campi, nelle zone agricole e nei periodi di lavorazione del terreno;
  • sabbia trasportata dallo scirocco, il fenomeno che in Italia lascia il velo rossastro su auto e finestre e che riguarda soprattutto il Centro-Sud e le isole;
  • escrementi di uccelli, il deposito peggiore perché è opaco, concentrato e si fissa;
  • muschio e depositi vegetali sul bordo inferiore del modulo e sulla cornice, dove l'acqua ristagna;
  • pollini, stagionali e in genere risolti dalla prima pioggia.

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Le prime due e i pollini si sciolgono con la pioggia. Sono le altre tre a giustificare un intervento.

Quanto si guadagna davvero a pulirli

Confronta produzione e condizioni del tetto

La pulizia è utile quando rimuove depositi che limitano la luce sulle celle. Il beneficio dipende dalla situazione del tuo impianto e va confrontato con costo e modalità dell’intervento.

Tipo di deposito, superficie coperta, inclinazione e piogge cambiano il risultato. Un deposito localizzato e opaco può comportarsi diversamente da una polvere uniforme: fai valutare l’intervento seguendo le istruzioni del produttore.

Il modo serio di rispondere alla domanda «mi conviene?» è guardare la produzione del tuo impianto nel tempo, che il monitoraggio registra, e verificare se il calo coincide con un periodo secco o con un deposito visibile. È un dato tuo, e vale più di qualunque media.

Se vuoi il riferimento di quanto il tuo impianto dovrebbe produrre, la stima per zona è nella guida alla produzione.

Con che cosa si puliscono

Il materiale conta più della tecnica, perché è con il materiale sbagliato che si fanno i danni.

  • Acqua e una spazzola morbida bastano. Il detergente non è necessario, e su una superficie che poi resta esposta al sole è più il residuo che lascia del vantaggio che porta.
  • Usa acqua demineralizzata (o a osmosi) se puoi: l'acqua dura, asciugandosi al sole, lascia aloni e depositi calcarei che riducono la trasparenza del vetro proprio dove l'avevi appena pulito.
  • Spazzola a setole morbide, preferibilmente in nylon, con manico telescopico. Niente spugne abrasive, niente raschietti, niente spazzole metalliche: il vetro è temprato ma il rivestimento antiriflesso superficiale si graffia.
  • Mai l'idropulitrice. È l'errore che costa di più: la pressione può forzare i bordi del laminato e le guarnizioni, e l'acqua che entra nel modulo non esce più.
  • Mai su vetro caldo. Acqua fredda su un modulo che ha preso sole tutto il giorno è uno shock termico inutile. Si lavora presto la mattina, o a fine giornata, o in una giornata coperta.

Quando ha senso farlo

Il calendario fisso è il modo sbagliato di impostare la domanda: la frequenza utile dipende da dove abiti e da che cosa si deposita. Tre situazioni giustificano un intervento:

  1. Dopo un episodio di sabbia, quando lo scirocco ha lasciato il velo rossastro e non è seguita pioggia sufficiente a portarlo via.
  2. Dopo un periodo secco prolungato, tipicamente a fine estate, quando la polvere si è accumulata senza che nulla la sciacquasse.
  3. Quando vedi un deposito localizzato — escrementi, foglie incastrate, muschio sul bordo basso. Questo non aspetta la stagione: un'ombra opaca su una cella penalizza più della sua superficie, e il muschio trattiene umidità contro la cornice.

Fuori da questi casi, un impianto inclinato in una zona piovosa può stare bene per lunghi periodi senza alcun intervento.

Perché quasi sempre non dovresti salirci tu

È la parte che i manuali liquidano in una riga e che invece decide la questione. Il lavoro si svolge in quota, su una superficie inclinata, spesso bagnata mentre la si lava, con un manico lungo che sposta l'equilibrio. Il rischio è di cadere, e non è teorico.

C'è anche un rischio per l'impianto: camminare sui moduli o appoggiarvisi provoca micro-fessurazioni delle celle che non si vedono a occhio nudo e che si manifestano più tardi come perdita di produzione. Un modulo non è una superficie calpestabile.

Se il tetto non è raggiungibile in sicurezza dal suolo con un'asta telescopica, la risposta giusta è far fare il lavoro a chi ha l'attrezzatura e la formazione per lavorare in quota.

Il contratto di manutenzione: che cosa deve dire

La pulizia si può inserire in un contratto di manutenzione con l'installatore o affidare a una ditta specializzata. Prima di firmare, verifica che il documento indichi:

  • che cosa comprende ogni intervento — solo il lavaggio dei moduli, o anche il controllo dei serraggi, dei cavi, delle protezioni e dell'inverter;
  • quante visite l'anno e con quale preavviso;
  • chi risponde dei danni provocati durante il lavoro, e con quale copertura assicurativa;
  • se è prevista una verifica della produzione prima e dopo, che è l'unico modo di sapere se l'intervento è servito;
  • la durata e le condizioni di disdetta, perché i contratti pluriennali si rinnovano da soli.

Una manutenzione che si limita a lavare il vetro è la parte meno importante del servizio: il valore sta nei controlli elettrici e meccanici che vengono fatti nella stessa occasione.

I pannelli autopulenti

Esistono impianti dotati di irrigatori che lavano i moduli automaticamente, in genere con un passaggio di acqua e detergente e un secondo di solo risciacquo, a pressione bassa per non danneggiare i moduli. Sono una soluzione da valutare su impianti grandi o difficili da raggiungere, dove il costo di ogni intervento manuale si moltiplica. Su un impianto domestico raramente si giustificano.

Pulizia e garanzia

Sui beni nuovi vale la garanzia legale di conformità: due anni dalla consegna, e l'interlocutore è il venditore, cioè il soggetto con cui hai un contratto; i difetti che si manifestano entro il primo anno si presumono esistenti già alla consegna, salvo prova contraria del venditore (artt. 133, 135 e 135-bis del Codice del consumo).

Quella garanzia copre però la conformità del prodotto, non i danni causati da una pulizia fatta male. Le condizioni di manutenzione sono quasi sempre elencate nel documento di garanzia del produttore, ed è lì che si legge che cosa la fa decadere: fattelo dare e leggi quel paragrafo prima di passare una spazzola sul tetto. Che cosa coprono le diverse garanzie, e per quanto, è spiegato nella guida sulla durata dei pannelli.

Domande frequenti

Ogni quanto vanno puliti i pannelli solari?

Non esiste una frequenza valida per tutti, e diffida di chi te ne dà una: dipende da quanto piove dove abiti, dall'inclinazione della falda e da che cosa si deposita. Gli interventi utili sono quelli dopo un episodio di sabbia, dopo una lunga siccità e quando vedi un deposito localizzato.

Quanto rende pulire i pannelli?

Il risultato dipende dai depositi rimossi. Confronta il monitoraggio prima e dopo tenendo conto di sole, temperatura e stagione, così non attribuisci alla pulizia una differenza dovuta al meteo.

Posso usare l'idropulitrice?

No. La pressione può danneggiare i bordi del laminato e le guarnizioni, e l'acqua che entra nel modulo non esce. Acqua e spazzola morbida sono sufficienti.

Serve il detergente?

Non è necessario. Se l'acqua di rete è molto dura conviene piuttosto usare acqua demineralizzata, che asciugando non lascia aloni.

Posso salire sul tetto e farlo da solo?

Se non puoi raggiungere i moduli in sicurezza dal suolo con un'asta telescopica, meglio di no: è un lavoro in quota su una superficie inclinata e bagnata. E non si cammina mai sui moduli, perché le celle si micro-fessurano senza che si veda.

La pulizia è compresa nella garanzia?

No: la garanzia copre la conformità del prodotto, la pulizia è manutenzione. Verifica però sul documento di garanzia quali condizioni di manutenzione sono richieste, perché non rispettarle può farla decadere.

Guide correlate

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