Fotovoltaico in cloud: cos'è e conviene?
Che cosa compri davvero con un'offerta di fotovoltaico in cloud, in che cosa differisce da un impianto sul tetto e le domande da fare al venditore prima di firmare.
Il fotovoltaico in cloud — chiamato anche fotovoltaico virtuale — non è un impianto fotovoltaico: è un contratto commerciale con un venditore di energia. Paghi un canone, o un importo iniziale, e in cambio ricevi in bolletta un accredito legato alla produzione di impianti che non sono tuoi e non stanno sul tuo tetto. Nessun modulo viene installato a casa tua, nessun kWh viene autoconsumato, nessun bene entra nel tuo patrimonio. Capire questo è già metà della valutazione: quello che stai confrontando non sono due impianti, ma un impianto e un abbonamento.
Questa pagina spiega come sono costruite queste offerte, che cosa chiedere prima di firmare e come mettere i due percorsi sulla stessa scala. Le condizioni economiche specifiche — canone, durata, quota di produzione, valore dell'accredito — le fissa ciascun venditore nel proprio contratto: confrontale sul documento che ti viene sottoposto, insieme a condizioni di variazione e recesso.
Come è costruita un'offerta di questo tipo
Le formule commerciali variano, ma lo scheletro ricorrente è questo:
Il mio consumo annuo è
Il tuo consumo annuo determina quanti pannelli solari ti servono.
- Sottoscrivi un contratto con il venditore, di norma legato alla fornitura di energia elettrica: resti suo cliente per la durata pattuita.
- Paghi un canone — mensile, annuale o in un'unica soluzione iniziale.
- Ti viene assegnata una quota della produzione di un impianto del venditore, espressa in kWh o in una percentuale.
- In bolletta compare un accredito, calcolato su quella quota secondo una formula scritta nel contratto.
Ogni passaggio contiene una variabile che decide se l'offerta è conveniente: quanto dura il vincolo, come è calcolato l'accredito, che cosa succede se la produzione è inferiore al previsto, che cosa succede se cambi fornitore o cambi casa. Sono tutte informazioni contrattuali, non tecniche.
Le tre differenze che contano rispetto a un impianto tuo
1. Non possiedi niente
Con un impianto sul tetto compri un bene, che resta tuo e produce finché funziona. Con il cloud compri un servizio per la durata del contratto: alla scadenza non ti resta nulla. Non è un difetto in sé — vale anche per l'affitto di una casa rispetto all'acquisto — ma è la differenza che tutte le comparazioni commerciali tendono a lasciare implicita.
2. Il fisco non funziona allo stesso modo
La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio si applica alle spese per interventi sull'unità immobiliare: per le spese sostenute nel 2026 vale il 50% per l'abitazione principale nei casi previsti e il 36% negli altri, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, in dieci rate annuali. L'installazione di un impianto fotovoltaico rientra fra i lavori agevolabili.
Una proposta in cloud è un contratto da valutare per quello che include: non assumere che un canone dia gli stessi benefici fiscali di un impianto installato sulla tua abitazione. Se l’offerta prevede una detrazione, chiedi norma, requisiti e documenti necessari e falli verificare prima di firmare. Il quadro del Bonus Casa è nella guida a bonus e incentivi.
3. Un kWh autoconsumato e un accredito in bolletta non sono la stessa cosa
Per stimare il risparmio usa il costo variabile evitabile della tua bolletta: componenti in €/kWh e imposte pertinenti. Le quote fisse e la quota potenza restano da pagare; il canone TV non dipende dal fotovoltaico. Dividere l’intera bolletta per i kWh dà un prezzo medio, non il risparmio di ogni kWh autoconsumato. Il procedimento è in Quanto costa un kWh.
Con il cloud non autoconsumi nulla: continui a prelevare tutta la tua energia dalla rete e ricevi un accredito il cui valore è quello scritto nel contratto, non quello della tua bolletta. Il confronto fra i due percorsi si fa quindi in euro all'anno, non in kWh.
Le sette domande da fare prima di firmare
Portale con te e pretendi risposte scritte:
- Qual è la durata del vincolo e che cosa succede se recedo prima?
- Quanto pago in totale per l'intera durata, canoni e costi iniziali compresi?
- Come è calcolato esattamente l'accredito in bolletta? Su quale quota di produzione e con quale valore del kWh?
- L'accredito è garantito o variabile? Se la produzione dell'impianto è inferiore alle attese, chi ne sopporta il rischio?
- Che cosa succede se cambio venditore di energia elettrica, o se il contratto di fornitura cessa?
- Che cosa succede se cambio casa?
- Il beneficio fiscale eventualmente promesso su quale norma si fonda? (Vedi sopra.)
Se una di queste risposte non arriva per iscritto, è un'informazione che manca, non un dettaglio.
Come confrontarlo con un impianto vero, in cinque minuti
Metti i due percorsi sulla stessa scala, su un orizzonte pari alla durata del contratto cloud:
- Cloud: canone annuo × anni di durata = quanto esce dalle tue tasche. Da questo sottrai l'accredito annuo promesso × anni. Quello che resta è il costo netto del servizio.
- Impianto tuo: prezzo del preventivo − detrazione spettante = costo netto. Il beneficio annuo è la tua produzione autoconsumata × il tuo prezzo al kWh, più il valore dell'energia immessa secondo il meccanismo di ritiro indicato alla connessione.
Per la produzione stimata puoi usare PVGIS: a 30° verso sud, con perdite di sistema del 14% e montaggio su edificio, un kWp produce circa 1.277 kWh l'anno a Milano e circa 1.455 a Palermo. Le cifre città per città sono nella guida all'impianto fotovoltaico, e che cosa deve contenere un preventivo lo spiega la guida ai costi.
Il Ritiro Dedicato remunera i kWh effettivamente immessi secondo i prezzi zonali e le misure di immissione: non esiste un prezzo nazionale fisso per tutto l’anno. Per gli impianti che ne hanno diritto, nel 2026 il Prezzo Minimo Garantito fotovoltaico è 47,5 €/MWh, cioè 0,0475 €/kWh, entro i limiti applicabili. È una soglia di tutela, non una previsione del ricavo medio; quando la valorizzazione di mercato prevista dalle regole è superiore, si riconosce il conguaglio. Il vantaggio del fotovoltaico combina questo ricavo con gli acquisti evitati grazie all’autoconsumo.
Per chi può avere senso — e quali alternative guardare prima
Il fotovoltaico in cloud si rivolge a chi un tetto non ce l'ha: inquilini, chi vive in condominio senza disponibilità della copertura, chi non vuole o non può affrontare un investimento. Per queste situazioni, però, esistono due strade che restano più vicine a un impianto vero:
- Il fotovoltaico da balcone. ARERA definisce "Plug & Play" gli impianti fino a 350 W collegati a una presa dedicata e visivamente identificabile secondo la norma CEI 0-21; per quelli sotto gli 800 W è prevista una Comunicazione Unica come titolo abilitante, senza corrispettivi, a condizione di avere un contratto di prelievo attivo e rinunciando a qualsiasi remunerazione per l'energia immessa. Qui l'energia la autoconsumi davvero: la guida al fotovoltaico da balcone spiega limiti e procedura.
- Le comunità energetiche rinnovabili (CER) permettono di condividere virtualmente energia fra più utenti e ottenere una tariffa sui kWh condivisi che rispettano i requisiti. Il contributo PNRR fino al 40% riguarda progetti ammessi in comuni con meno di 50.000 abitanti: è un aiuto distinto dalla tariffa e non equivale a una nuova finestra di domanda aperta. Scopri requisiti, ricavi e scadenze delle CER.
: un'offerta commerciale di "fotovoltaico virtuale" non è una comunità energetica, anche quando il linguaggio usato si somiglia. La CER è disciplinata dalla legge e coinvolge impianti e membri in un perimetro definito; il cloud è un contratto fra te e un venditore.
Domande frequenti
Che cos'è il fotovoltaico in cloud?
Un contratto commerciale con un venditore di energia: paghi un canone e ricevi in bolletta un accredito legato alla produzione di impianti che restano del venditore. Non viene installato nulla a casa tua e non possiedi alcun impianto.
Il fotovoltaico in cloud dà diritto alla detrazione fiscale?
La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio riguarda le spese per interventi sull'unità immobiliare. Un canone per un servizio non è un intervento edilizio: se un'offerta promette un beneficio fiscale, chiedi per iscritto quale norma lo prevede. Sul punto la nostra è una lettura della norma, non una risposta ottenuta dall'Agenzia delle entrate.
Conviene più il cloud o un impianto sul tetto?
Dipende dai numeri del contratto che hai davanti e dal preventivo che hai per l'impianto. Il metodo è confrontare, sulla stessa durata, il costo netto del servizio con il costo netto dell'impianto al netto della detrazione, ricordando che alla fine del contratto cloud non ti resta alcun bene.
Quanto costa il fotovoltaico in cloud?
Confronta canone, eventuale anticipo, durata minima, spese accessorie e accrediti previsti dal contratto. Calcola il totale dovuto per l’intero periodo e controlla come possono cambiare gli accrediti: una rata mensile, da sola, non descrive il costo del servizio.
Il fotovoltaico in cloud è una comunità energetica?
No. Le comunità energetiche rinnovabili sono disciplinate dal d.lgs. 199/2021 e coinvolgono impianti e membri in un perimetro definito; un'offerta di fotovoltaico virtuale è un contratto fra cliente e venditore.
Che alternativa ho se non ho un tetto?
L'impianto da balcone, entro i limiti stabiliti da ARERA, oppure la partecipazione a una comunità energetica rinnovabile. In entrambi i casi l'energia prodotta è reale e, nel primo, autoconsumata.
Il mio consumo annuo è
Il tuo consumo annuo determina quanti pannelli solari ti servono.

