Scambio sul posto e ritiro dedicato: cosa cambia nel 2026

Il regime che ripagava l’energia immessa in rete è chiuso ai nuovi impianti. Che cosa lo sostituisce e come cambia il conto di un impianto domestico.

Se stai leggendo una pagina che ti spiega come lo scambio sul posto ripagherà l’energia del tuo nuovo impianto, quella pagina è vecchia. Il regime è chiuso ai nuovi impianti: per accedervi l’impianto doveva essere entrato in esercizio entro il 29 maggio 2025 e la domanda doveva arrivare al GSE entro il 26 settembre 2025. Sono due porte, e sono chiuse entrambe. Un impianto che entra in esercizio oggi accede invece al ritiro dedicato o a uno degli altri meccanismi previsti dal decreto legislativo 199/2021 — e la differenza cambia il modo in cui si progetta un impianto domestico.

Che cos’era lo scambio sul posto

Era, nelle parole di ARERA, un servizio "alternativo al regime di vendita dell’energia elettrica immessa in rete", che consentiva "di compensare economicamente le partite dell’energia elettrica immessa in rete in un’ora con le partite dell’energia elettrica prelevata dalla rete in un’ora diversa da quella in cui avviene l’immissione".

Era una compensazione economica regolata fra immissioni e prelievi, non un magazzino fisico né un rimborso integrale di ogni voce della bolletta. Il servizio lo erogava il GSE, previa stipula di una convenzione di durata annuale tacitamente rinnovabile, con il pagamento di un contributo in conto scambio.

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Era nato con il decreto legislativo 387/2003 per gli impianti fino a 20 kW, soglia poi estesa a 200 kW per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 e a 500 kW per quelli dal 1° gennaio 2015. Per vent’anni è stato il modo normale di valorizzare il surplus di un impianto domestico. Da qui l’abitudine — anche di molti venditori — a darlo per scontato.

Le due date che l’hanno chiuso

La chiusura discende dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 199/2021: decorsi 90 giorni dall’entrata in vigore dei decreti ministeriali previsti dal comma 1, il regime è soppresso. Il decreto ministeriale 30 dicembre 2024 è entrato in vigore il 28 febbraio 2025; novanta giorni dopo cade il 29 maggio 2025.

Con la deliberazione 4 marzo 2025, 78/2025/R/efr, ARERA ha dato attuazione a quella norma modificando il Testo Integrato Scambio sul Posto e aggiungendo due requisiti espliciti:

  • "l’impianto di produzione deve essere entrato in esercizio entro il 29 maggio 2025";
  • "l’istanza di accesso al regime di scambio sul posto deve essere presentata al GSE non oltre il 26 settembre 2025" — cioè 210 giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale 30 dicembre 2024.

Entrambe le date sono passate. Non c’è una terza via per un impianto nuovo.

Che cosa succede oggi all’energia che immetti

Gli impianti che entrano in esercizio dopo il 29 maggio 2025 accedono a uno dei meccanismi previsti dagli articoli precedenti del decreto legislativo 199/2021, oppure al ritiro dedicato, disciplinato dalla deliberazione 280/07 e dal relativo Allegato A.

ARERA ha anche stabilito un obbligo a carico dei gestori di rete che riguarda direttamente chi sta allacciando un impianto adesso: quando una richiesta di connessione contiene la richiesta di attivazione dello scambio sul posto e la data di entrata in esercizio è successiva al 29 maggio 2025, il gestore deve comunicare tempestivamente al richiedente "la necessità di indicare una diversa modalità di ritiro dell’energia elettrica immessa in rete" ai fini dell’attivazione della connessione. Il GSE pubblica i Modelli Unici aggiornati e Terna adegua la registrazione degli impianti nel sistema GAUDÌ.

Se il tuo installatore ti sta facendo firmare un preventivo che parla ancora di scambio sul posto, quella è la domanda da fargli: quale modalità di ritiro hai indicato per il mio impianto? Non è un cavillo burocratico: è la voce che determina quanto vale tutto ciò che il tuo impianto produce e tu non consumi.

Il Ritiro Dedicato remunera i kWh effettivamente immessi secondo i prezzi zonali e le misure di immissione: non esiste un prezzo nazionale fisso per tutto l’anno. Per gli impianti che ne hanno diritto, nel 2026 il Prezzo Minimo Garantito fotovoltaico è 47,5 €/MWh, cioè 0,0475 €/kWh, entro i limiti applicabili. È una soglia di tutela, non una previsione del ricavo medio; quando la valorizzazione di mercato prevista dalle regole è superiore, si riconosce il conguaglio. Le condizioni di accesso ai PMG e un esempio sono nel glossario del Ritiro Dedicato.

Chi lo ha già: l’uscita è graduale, ma è un’uscita

Se il tuo impianto è in scambio sul posto, non cambia nulla da un giorno all’altro, ma non è per sempre. La normativa richiamata da ARERA prevede un’uscita graduale dal servizio a partire dal 31 dicembre 2024, con priorità per gli impianti di maggiore potenza, per quelli entrati in esercizio prima e per quelli incentivati in conto esercizio dallo stesso GSE. E fissa un tetto: le convenzioni di scambio sul posto in essere non possono essere rinnovate per un periodo superiore a quindici anni decorrenti dalla data di prima sottoscrizione.

Se hai un impianto in scambio sul posto, quindi, vale la pena sapere di quale anno è la tua convenzione: quella data ti dice quando finisce. La trovi sul documento di convenzione che hai sottoscritto con il GSE. Non è una scadenza da temere — è una scadenza da mettere in calendario, perché è il momento in cui il valore del tuo surplus cambia e conviene aver già deciso che cosa farne.

Perché questo cambia il modo di progettare un impianto

Anche con lo Scambio sul Posto autoconsumare e immettere non erano economicamente identici. Per un nuovo impianto bisogna confrontare separatamente il costo variabile evitato in bolletta e il ricavo dell’energia venduta. Produzione, orari dei consumi e contratto di ritiro determinano il risultato.

L’esempio qui sotto mostra dove va l’energia solare di una famiglia di esempio: alla casa, alla batteria o alla rete. Passa dal caso senza batteria alle taglie proposte per vedere come cambia la parte che resta in casa.

Famiglia di esempio: 4000 kWh all’anno · 2,79 kWp · 6 pannelli · batteria da 6,6 kWh
4000 kWh all’anno
Batteria

Tutto in kWh all’anno.

Da dove arrivaDove va578 kWh1760 kWh1834 kWh1744 kWh495 kWhSolare4172 kWhDalla rete495 kWhBatteria1744 kWhsu 1834 kWh accumulatiIn rete578 kWhCasa tua3999 kWh
Energia solare che usi tu86%
Energia solare immessa in rete14%
Consumi coperti dal solare88%
Acquistata ancora all’anno495 kWh

Produzione a Roma · PVGIS 5.3 · sud, 30°, pannelli ventilati, perdite del 14%. La città cambia la produzione; costi e tariffe restano quelli dell’esempio.

Quattro conseguenze pratiche:

  1. Dimensionare grande "tanto il resto va in rete" non è più una strategia. La taglia si sceglie sui consumi: il metodo è in Quanto costa un impianto fotovoltaico nel 2026.
  2. L’accumulo ha un argomento in più. Spostare energia dal pomeriggio alla sera vale di più di prima, anche se resta un investimento da verificare con i propri numeri: Impianto fotovoltaico con accumulo.
  3. Spostare i consumi conta quanto l’hardware. Lavatrice, lavastoviglie, scaldacqua e ricarica dell’auto nelle ore di sole sono la modifica più economica che puoi fare.
  4. Un impianto senza batteria resta una scelta sensata, se una parte consistente dei consumi cade di giorno: la domanda è affrontata in Conviene il fotovoltaico senza accumulo?.

Le agevolazioni fiscali, invece, non c’entrano con tutto questo: non dipendono dal regime di ritiro dell’energia. Il quadro è in Bonus fotovoltaico 2026.

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Il tuo consumo annuo determina quanti pannelli solari ti servono.

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Domande frequenti

Lo scambio sul posto esiste ancora nel 2026?

Non per i nuovi impianti. Per accedervi l’impianto doveva essere entrato in esercizio entro il 29 maggio 2025 e la domanda doveva essere presentata al GSE entro il 26 settembre 2025 (ARERA, deliberazione 78/2025/R/efr).

Che cosa sostituisce lo scambio sul posto?

Il ritiro dedicato, disciplinato dalla deliberazione 280/07, o uno degli altri meccanismi previsti dal decreto legislativo 199/2021. Il gestore di rete è tenuto a chiederti quale modalità di ritiro indichi, se la tua entrata in esercizio è successiva al 29 maggio 2025.

Ho già lo scambio sul posto: lo perdo?

Non subito. È prevista un’uscita graduale dal 31 dicembre 2024, con priorità per gli impianti più grandi e più vecchi, e le convenzioni in essere non possono essere rinnovate oltre quindici anni dalla prima sottoscrizione.

Quanto mi pagano l’energia immessa in rete?

Il Ritiro Dedicato remunera i kWh effettivamente immessi secondo i prezzi zonali e le misure di immissione: non esiste un prezzo nazionale fisso per tutto l’anno. Per gli impianti che ne hanno diritto, nel 2026 il Prezzo Minimo Garantito fotovoltaico è 47,5 €/MWh, cioè 0,0475 €/kWh, entro i limiti applicabili. È una soglia di tutela, non una previsione del ricavo medio; quando la valorizzazione di mercato prevista dalle regole è superiore, si riconosce il conguaglio.

Conviene ancora il fotovoltaico senza scambio sul posto?

Il conto cambia, non si azzera: cambia il peso dell’autoconsumo rispetto all’immissione. La convenienza dipende da prezzo dell’impianto, produzione, consumi, ricavi e costi. Dimensionare sui consumi reali aiuta a confrontare questi fattori; vendere molto surplus non garantisce da solo un buon ritorno.